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	<title>Tecnologieappropriate.it &#187; Prodotti editoriali</title>
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		<title>&#8220;MANUALE DI UNA MAPPA BIOREGIONALE &#8211; Bioregione Romagna, le valli del Savio, del Rubicone e dell&#8217;Uso&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 18:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro è stato stampato dall&#8217;Ecoistituto, è accompagnato da due mappe bioregionali e da un quaderno di campagna per prendere appunti, disegnare durante i nostri viaggi nella bioregione Romagna. Chi lo vuole può richiederlo inviando una e mail. L’idea di una mappa bioregionale costruita sul paesaggio della memoria ha un suo fascino ed una straordinaria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ee;text-decoration: underline"><a href="http://www.tecnologieappropriate.it/wp-content/uploads/2009/10/copertina_alette.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-506" src="http://www.tecnologieappropriate.it/wp-content/uploads/2009/10/Copertina-Manuale-Bioregione-213x300.jpg" alt="Copertina-Manuale-Bioregione" width="213" height="300" /><br />
</a></span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Il libro è stato stampato dall&#8217;Ecoistituto, è accompagnato da due mappe bioregionali e da un quaderno di campagna per prendere appunti, disegnare durante i nostri viaggi nella bioregione Romagna. Chi lo vuole può richiederlo inviando una e mail.</span><span style="text-decoration: underline"><br />
</span></p>
<p><em><span style="color: #ffff00">L’idea di una mappa bioregionale costruita sul paesaggio della memoria ha un suo fascino ed una straordinaria utilità: quella di puntare su conoscenza e senso di appartenenza ai luoghi raccontati, specialmente se il percorso è frutto di un recupero storico condiviso e collettivo. In una fase come quella in cui viviamo, nella quale è andato in crisi un sistema produttivo legato esclusivamente ai consumi, è davvero il momento di pensare ad un’economia leggera e ad un nuovo modello di vita, che riparta da una dimensione locale rigenerata e dal valore dei territori. Questo libro oggi è più che mai prezioso, perché introduce una definizione del territorio, che consente di interpretare un patrimonio sedimentato nel tempo&#8230;.       con occhi nuovi e senza confini.                   Nel segno e nel sogno di una comunità che ritrova se stessa, via via che recupera familiarità con oggetti, luoghi, elementi naturali: fermandosi alla quotidianità di un gesto e di uno sguardo.</span></em></p>
<p style="text-align: left"><em><span style="color: #ffff00">Annalisa Marchi<br />
Sindaco di Vaiano</span></em></p>
<p style="text-align: left"><em><span style="color: #ffff00"><span id="more-184"></span><br />
</span></em></p>
<p style="text-align: center"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Pedagogia della Lumaca</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 11:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[LA PEDAGOGIA DELLA LUMACA Per una scuola lenta e nonviolenta Autore Zavalloni Gianfranco, Dirigente scolastico. Per 16 anni maestro di scuola materna, è animatore dell’associazione Ecoistituto di Cesena. Presentazione La scuola odierna, riflettendo le tendenze di buona parte della società umana, è centrata sul mito della velocità, dell’accelerazione e della competizione, come criterio di selezione al quale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA PEDAGOGIA DELLA</strong><strong> LUMACA</strong></p>
<p><strong>Per una scuola lenta e nonviolenta</strong></p>
<p><img alt="copertina pedagogia della lumaca piccolo" src="http://www.tecnologieappropriate.it/wp-content/uploads/2011/02/copertina-pedagogia-della-lumaca-piccolo-211x300.jpg" width="211" height="300" /></p>
<p><strong>Autore</strong></p>
<p><strong><em>Zavalloni Gianfranco, </em></strong>Dirigente scolastico. Per 16 anni maestro di scuola materna, è animatore dell’associazione Ecoistituto di Cesena.</p>
<p><strong>Presentazione</strong></p>
<p>La scuola odierna, riflettendo le tendenze di buona parte della società umana, è centrata sul mito della velocità, dell’accelerazione e della competizione, come criterio di selezione al quale i bambini vengono educati fin dai primi anni di vita.</p>
<p>Dal contatto quotidiano e continuato con la realtà scolastica nasce la riflessione de La pedagogia della lumaca. Siamo nell&#8217;epoca del tempo senza attesa. Questo ha delle ripercussioni incredibili nel nostro &#8220;modo di vivere&#8221;. Non abbiamo cioè più il tempo di &#8220;attendere&#8221;, non sappiamo partecipare ad un incontro senza essere disturbati dal cellulare, vogliamo &#8220;tutto e subito” in tempo reale. Le teorie psicologiche sono concordi nel pensare che una delle differenze fra i bambini e gli adulti stia nel fatto che i bambini vivono secondo il principio di piacere (tutto e subito), mentre gli adulti vivono secondo il principio di realtà (saper fare sacrifici oggi per godere poi domani). Oggi gli adulti, grazie anche alla società del consumismo esasperato, vivono come i bambini secondo le modalità del “voglio tutto e subito”.</p>
<p>È necessario intraprendere un nuovo itinerario educativo. Genitori, insegnanti e tutti coloro che ruotano attorno al mondo della scuola, sono stimolati dalle suggestioni offerte dalla pedagogia della lumaca e possono ricominciare a riflettere sul senso del tempo educativo e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento, per una scuola lenta e nonviolenta.</p>
<p><strong>Indice</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prefazione (<em>di Christoph Baker</em>)</p>
<p>Presentazione. A proposito di lentezza e… (<em>di Eugenio Scardaccione</em>)</p>
<p>Introduzione (<em>di Gianfranco Zavalloni</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1. Imparare e fare tesoro delle esperienze</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2. Il coraggio di dire basta</strong></p>
<p>Verso una pedagogia della lumaca</p>
<p>Lentezza e ozio</p>
<p>Strategie didattiche di rallentamento</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. Costretti alla lentezza</strong></p>
<p>Tempo e spazio: due dimensioni vitali</p>
<p>Lenta va la tartaruga</p>
<p>La lezione di una mamma</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4. Bello o brutto tempo</strong></p>
<p>Esiste il brutto tempo?</p>
<p>Piogge e nevi abbondanti: calamità naturali o benedizioni del cielo?</p>
<p>Cattivo tempo o buona attrezzatura?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5. Perdere tempo è guadagnare tempo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>6. La scuola che vorrei</strong></p>
<p>Ogni insegnante dovrebbe avere una propria “idea di scuola”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>7. Piccole scelte per cambiare la scuola</strong></p>
<p>Lettera alla scuola</p>
<p><strong>8. Il cellulare, Internet e la televisione</strong></p>
<p>La plastica e la tecnologia</p>
<p>Il telefonino, la telematica, il Grande Fratello</p>
<p>Il virtuale, la simulazione… ma il corpo e le mani dove sono?</p>
<p><strong>9. La gita in bicicletta</strong></p>
<p>L’affare “gita scolastica”</p>
<p>Viaggiare nel mondo quindi partire da casa nostra</p>
<p>Ma la gita in bicicletta è pericolosa?</p>
<p><strong>10. A piedi, camminando lentamente</strong></p>
<p>Più lenti, più profondi, più dolci</p>
<p>I sentieri che partono da scuola e le loro radici</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>11. Dal copia-incolla alla semplificazione</strong></p>
<p>L’avvento della fotocopiatrice incide nel metodo di “far ricerca”</p>
<p>Il copia-incolla da Dvd, Cd-rom e Internet</p>
<p>La ricerca, un metodo che ha bisogno di tempo</p>
<p><strong>12. Disegno creativo o fotocopia ripetitiva</strong></p>
<p>Il disegno nell’esperienza del bambino</p>
<p>Fotocopie e schede, ovvero la morte dell’espressione artistica</p>
<p>Disegnare in maniera originale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>13. Apprendere attraverso le mani</strong></p>
<p>Le abilità manuali, un’esperienza fondamentale per l’apprendimento</p>
<p>Le opportunità manuali dell’esperienza ludica</p>
<p>Il lavoro creativo</p>
<p>Abilità manuali che favoriscono la crescita personale</p>
<p>Rivalutare gli strumenti e le tecnologie tradizionali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>14. Il voto e l’ansia da prestazione</strong></p>
<p>La freccia e il traguardo</p>
<p>L’introduzione del giudizio e dei voti</p>
<p>Abolire i voti e imparare a porci le domande giuste</p>
<p><strong>15. Piuttosto che bocciare preferisco sbocciare</strong></p>
<p>Insufficiente, sufficiente, buono, distino, ottimo… e poi discontinuità</p>
<p>Fa quel che può, quel che non può, non fa!</p>
<p>Tu bocci? Io sboccio!</p>
<p><strong>16. Banchi e sedie per stare bene a scuola</strong></p>
<p>Si è sempre fatto così</p>
<p>Perché banchi e sedie ergonomici a scuola?</p>
<p>La cattedra, gli armadietti e altro ancora</p>
<p><strong>17. La ricreazione e il cortile della scuola</strong></p>
<p>Il diritto inalienabile alla ricreazione</p>
<p><strong>18. La Legge 626, la sicurezza e il coraggio di osare</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>19. I compiti a casa e per le vacanze</strong></p>
<p>Accanimento didattico o esperienza di studio personale?</p>
<p>Una riflessione a partire dall’esperienza personale</p>
<p>Molto, poco o niente compiti? Il problema è la qualità</p>
<p>“Che vacanze sono se abbiamo un sacco di compiti da fare?”</p>
<p><strong>20. Pluriclassi e piccole scuole</strong></p>
<p>La scuola di una minuscola parrocchia di montagna</p>
<p>Far mente locale, ovvero le piccole scuole</p>
<p>La pluriclasse non vuol dire serie B</p>
<p>La scuola come diga sociale</p>
<p><strong>21. La questione quaderni: da 19 a 2</strong></p>
<p>Dieci discipline, diciannove quadernoni</p>
<p>Una soluzione concreta: due quaderni o anche uno solo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>22. La certificazione di qualità</strong></p>
<p>Che significa sistema nazionale di valutazione?</p>
<p>Il marchio di qualità CBS</p>
<p>Morale della favola: il Certificato di Buon Senso</p>
<p><strong>23. Del progettare insieme fra insegnanti</strong></p>
<p>Il lavorare insieme</p>
<p>Il conoscere con chi si lavora</p>
<p>Il saper esplorare il contesto</p>
<p>L’avere motivazioni, sensibilità, idee</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>24. Fare strada insieme</strong></p>
<p>È maestro colui che sa creare legami</p>
<p>Saper far vedere più punti di vista</p>
<p>Un tratto di strada e una mensa condivisa</p>
<p>Gli esami: ripetere nozioni o esprimere un proprio pensiero?</p>
<p><strong>25. Documentazione: uno strumento di qualità</strong></p>
<p>Le tracce</p>
<p><strong>26. Calligrafia: l’arte della bella scrittura</strong></p>
<p>Pennino, inchiostro e cannetta</p>
<p>Motricità fine e creazione del pensiero</p>
<p>A scuola col computer e col pennino</p>
<p>Pennino o penna stilografica</p>
<p><strong>27. Orti didattici per rallentare con la natura</strong></p>
<p>Orti di pace, cortili naturali</p>
<p>Braccia rubate all’agricoltura</p>
<p>Per il diritto alla contadinanza</p>
<p>Chi scrive i sussidiari?</p>
<p><strong>28. Il locale nell’era del globale</strong></p>
<p>Le arti creative di un territorio</p>
<p>Poesie, romanzi, pittura, musica e lingua “locali”</p>
<p>6000 lingue locali: un esempio di biodiversità</p>
<p>Scelte concrete per un’economia locale</p>
<p>Musei etnografici: luoghi di memoria e d’identità</p>
<p><strong>29. Fare la lotta… per educare alla nonviolenza</strong></p>
<p>Da piccolo</p>
<p>Educatore scout</p>
<p>Maestro alla scuola d’infanzia</p>
<p>L’esperienza da dirigente scolastico</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>30. Le esche educative</strong></p>
<p>L’esca educativa: un orsacchiotto in giro per il mondo</p>
<p>Bambole per viaggiare</p>
<p>La valigia della memoria</p>
<p><strong>31. L’arte di calcare la scena</strong></p>
<p>Fantozzi e il Powerpoint</p>
<p>L’uso sbagliato di tecnologie moderne</p>
<p>Comunicare in maniera semplice ed efficace</p>
<p><strong>32. Le cartelline dei convegni</strong></p>
<p>La pubblicità alla banca locale</p>
<p>Un’alternativa alle cartelline per abituarci ad appuntare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>33. Ridere a scuola fa bene</strong></p>
<p>Non prendersi troppo sul serio</p>
<p>Saper ridere insieme delle cose semplici, banali e difficili</p>
<p>L’errore creativo</p>
<p>Le occasioni per ridere, a partire dal teatro</p>
<p><strong>34. L’amplesso scolastico</strong></p>
<p>Il linguaggio scolastico che favorisce fraintendimenti</p>
<p>Sigle, acrostici e sistemi per non far capire</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>35. I bambini, i cimiteri e il boscosanto</strong></p>
<p>La civiltà e il culto dei morti</p>
<p>A proposito della cremazione</p>
<p>La proposta ecologica di riciclare i morti: il boscosanto</p>
<p>Appendici</p>
<p><strong>1. Decalogo per una buona scuola</strong></p>
<p><strong>2. Il manifesto dei Diritti naturali di bimbi e bimbe</strong></p>
<p>Riferimenti bibliografici e siti internet</p>
<p><strong>PER RICEVERNE COPIA -</strong></p>
<p>Un libro é uscito per i tipi delle Edizioni EMI di Bologna. Per riceverne copia scrivere a:</p>
<p><strong>ECOISTITUTO DI CESENA</strong></p>
<p>www.tecnologieappropriate.it</p>
<p><a href="mailto:ecoistituto@tecnologieappropriate.it">ecoistituto@tecnologieappropriate.it</a></p>
<p>oppure direttamente alla Casa Editrice EMI:</p>
<p><a href="http://www.emi.it/">www.emi.it</a></p>
<p>tel. 051.326027 o via email: <a href="mailto:ordini@emi.it">ordini@emi.it</a></p>
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