17° CANTIERE PER LA COSTRUZIONE DI UN ARCO STORICO

Laboratorio delle Tecnologie Appropriate
Cesena 31 ottobre – 02 novembre 2013

17 sono i cantieri realizzati fino ad ora per imparare a costruirsi un arco storico in legno massello. La gestione e l’organizzazione sono ormai consolidate. Abbiamo sempre presente, con la loro grande esperienza e umanità, Sergio (incomparabile per la sua capacità manuale e progettuale), Gigi (Istruttore regionale FIARC con specializzazione in Long Bow) e l’infaticabile Claudio specialista in archi compositi.

Il cantiere avrà inizio nella sera di giovedì 31 ottobre e terminerà nel pomeriggio di sabato 2 novembre. Ciò che DSC_0091caratterizza il cantiere è l’attività manuale, alternata da brevi momenti teorici in cui si parlerà dei diversi modelli di arco e dei loro usi a secondo delle popolazioni. Non dobbiamo dimenticarci che questo strumento ha accompagnato l’uomo per millenni ed è stato modellato e costruito con tecniche differenti secondo i materiali a disposizione e a secondo delle tecniche di caccia o di lotta che gli uomini adottavano. L’arco di un britannico era ben diverso da quello di un mongolo o di un egiziano. Costruire un arco significa apprendere le regole base della lavorazione del legno che hanno uno stretto legame con la conoscenza delle leggi della fisica che ne regolano la forma, la scelta dei materiali, il movimento e la potenza. Il cantiere è aperto a esperti e a meno esperti, per chi non ha mai svolto quest’attività manuale, il lavoro inizierà con il taglio longitudinale di un tronco, quindi si passerà all’uso dell’accetta per sbozzare il legno e dare la sagoma dell’arco. La pialla (sagomata appositamente per lavorare le forme curve) servirà per affinare il lavoro e infine useremo il coltello a serramanico e la raspa.  Osservando l’arco, messo in tensione, potremo definire i punti in cui intervenire per ottenerne la forma ideale. Ci dedicheremo all’intreccio della corda che sarà realizzata con fili di lino.
Infine si realizzeranno le frecce, il lavoro si compone di diverse fasi: rendere diritto un ramo di fusaggine con il calore, uniformare la sezione, modellare le punte. Queste ultime potranno essere fatte con acciaio dolce, oppure d’osso o anche in stoppa irrigidita, infine si procede all’impennatura delle frecce. Passo dopo passo sarà illustrata la procedura per fissare i due materiali che compongono l’asta e la punta. In particolare per le frecce con la punta di osso saranno date anche dell’indicazione su come produrre la colla artigianale.

L’arco può essere anche decorato, se ci sarà tempo, saranno illustrate le tecniche di base necessarie per l’utilizzo delle terre, come sovrapporre i colori e come renderli più lucenti con l’utilizzo della ceralacca.

Presso l’Ecoistituto è disponibile un piccolo campo di tiro, per acquisire i anche i rudimenti del tiro con l’arco.
Per color che hanno già partecipato al precedente cantiere e vogliono ritornare, è previsto un lavoro di affinatura dell’arco e in particolare:

1) come mettere in tensione la corda;

2) come realizzare punte di frecce con materiale diverso;

3) se c’è interesse da parte dei partecipanti, parleremo della possibilità di organizzare un corso specifico per la realizzare un arco composito.  Dovete comunicarcelo per tempo.

Chi ha attrezzatura personale e/o legname proprio e desiderano utilizzarlo per la costruzione del proprio arco può farlo.

Ognuno di voi è pregato di portare una specialità alimentare della propria terra da condividere con gli altri partecipanti durante la cena del giovedì sera,
si cena con ciò che portate
.

Il corso è condotto da:
Sergio, Gigi (Luigi), Claudio

Data di svolgimento del corso

1) Giovedì 31 ottobre: arrivo nella serata (ore 18,00). Si cena insieme (ore 20.00 circa), sarà anche un momento di presentazione del corso e di conoscenza dei partecipati e degli esperti.

Inoltre vi sarà una breve introduzione a un possibile corso sull’arco composito in legno e bamboo.

2) Venerdì 1 novembre: attività di laboratorio durante tutto il giorno

3) Sabato 2 novembre: attività di laboratorio fino alle ore 17,00.  Partenza

Numero di partecipanti

12 persone max. iscriversi al più presto.

Si da preferenza ai soci dell’Ecoistituto poi in ordine d’iscrizione.

Luogo di svolgimento e pernottamento

Cesena in località Molino Cento presso la sede dell’Ecoistituto dove è situata l’Aula di Ecologia all’Aperto e il Laboratorio delle Tecnologie Appropriate e abilità manuali. Per chi viene da lontano, sarà possibile pernottare gratis in “stile scout” presso la sede dell’Ecoistituto (portare saccopelo e materassino). Chi invece vuole un letto comodo può usufruire delle attrezzature alberghiere (B&B / Hotel / Agriturismi) in prossimità dell’Ecoistituto (http://www.cesena.it). I contatti sono personali.

Per trovare l’Ecoistituto
cliccare qui a sinistra sulla scritta

“Come arrivare”

Iscrizione

La quota di partecipazione per ogni singolo partecipante è di €. 150,00. La quota comprende sia l’uso delle attrezzature, sia i pasti e le colazioni dei due giorni di permanenza, sia l’arco che verrà realizzato durante il laboratorio, più un quaderno di campagna per prendere appunti.

L’iscrizione dovrà avvenire in forma scritta: inviando un fax al n° 0547323407 oppure inviando un messaggio  e mail: ecoistituto@tecnologieappropriate.it in cui sono riportati tutti i dati personali e la fotocopia dell’avvenuto versamento della quota di partecipazione. La quota è da versare anticipatamente su ccp n° 11784477 intestato a: GRTA­ CIN C.P. 78 Cesena 5 – 47521 Cesena, con causale “17° cantiere autocostruzione arco in legno“. Per altre informazioni chiamare Daniele 3355342213

Attrezzature e materiali disponibili presso il laboratorio

Per lavorare l’arco: accetta e appoggio di legno, coltellino, pialla, raschietto da restauratore, raspa per maniscalco, carta vetro. Materiale per decorazioni: colori acrilici o terre e ceralacca, cera d’api.

Per le frecce: ossa o lamiere, piume, nocciolo. Per la corda: filo di lino non peciato, cera d’api solida, bostik.

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16 CANTIERE PER LA COSTRUZIONE DI UN ARCO STORICO

Laboratorio delle
Tecnologie Appropriate
Cesena 13 – 15 GIUGNO 2013

Con il prossimo, sono 16 i cantieri che abbiamo realizzato fino ad oggi, per imparare a costruirsi un arco storico in legno massello. La gestione e l’organizzazione sono ormai consolidate. Abbiamo sempre con noi, con la loro grande esperienza e umanità, Sergio, Gigi (Istruttore regionale FIARC con specializzazione in Long Bow) e l’infaticabile Claudio specialista in archi compositi.  Quest’anno il corso avrà inizio nella sera di giovedì 13 GIUGNO e terminerà nel pomeriggio di sabato 15.
Le attività manuali saranno alternate a brevi momenti teorici in cui si parleranno dei diversi modelli di arco e dei loro usi a secondo delle popolazioni. Questo strumento ha accompagnato l’uomo per millenni, ed è stato modellato e costruito con tecniche differenti secondo i materiali a disposizione, delle tecniche di caccia o di lotta che gli uomini adottavano. L’arco di un britannico era ben diverso da quello di un mongolo o di un egiziano. Il cantiere è aperto a esperti e a meno esperti, costruire un arco significa apprendere le regole base della lavorazione del legno che hanno uno stretto legame con la conoscenza delle leggi della fisica che ne regolano la forma, la scelta dei materiali, il movimento e la potenza.  DSC_0029_01
Per chi non ha mai svolto quest’attività manuale, il lavoro inizierà con il taglio longitudinale di un tronco, quindi si passerà all’uso dell’accetta per sbozzare il legno e dare la sagoma dell’arco. La pialla (sagomata appositamente per lavorare le forme curve) servirà per affinare il lavoro e infine useremo il coltello a serramanico e la raspa.  Osservando l’arco, messo in tensione, potremo definire i punti in cui intervenire per ottenerne la forma ideale. Un po’ di tempo sarà dedicato alla corda che sarà realizzata con fili di lino.
Infine passeremo alla costruzione delle frecce, il lavoro si compone di diverse fasi: rendere diritto un ramo di fusaggine con il calore, uniformare la sezione, modellare le punte. Queste ultime potranno essere fatte con acciaio dolce, oppure d’osso o anche in stoppa irrigidita, infine si procede all’impennatura delle frecce.
Passo dopo passo sarà illustrata la procedura per fissare i due materiali che compongono l’asta e la punta. In particolare per le frecce con la punta di osso saranno date anche dell’indicazione su come produrre la colla artigianale. Durante la fase della decorazione (se rimarrà del tempo), saranno illustrate le tecniche di base necessarie per l’utilizzo delle terre, come sovrapporre i colori e come renderli più lucenti con l’utilizzo della ceralacca.

Presso l’Ecoistituto è disponibile un piccolo campo di tiro, per acquisire i anche i rudimenti del tiro con l’arco.
Per color che hanno già partecipato al precedente cantiere e vogliono ritornare, è previsto un lavoro di affinatura dell’arco e in particolare:
1) come mettere in tensione la corda;
2) come realizzare punte di frecce con materiale diverso;

3) se c’è interesse da parte dei partecipanti, parleremo della possibilità di organizzare un corso specifico per la realizzare un arco composito.  Dovete segnalarlo per tempo.

Chi ha attrezzatura personale e/o legname proprio e desiderano utilizzarlo per la costruzione del proprio arco può farlo.

Ognuno di voi è pregato di portare una specialità alimentare della propria terra da condividere con gli altri partecipanti durante la cena del giovedì sera, si cena con ciò che portate.

Il corso è condotto da:
Sergio Savio, Gigi (Luigi) Ruffoni, Claudio Zuntini

Data di svolgimento del corso

1) Giovedì 13 giugno: arrivo nella serata (ore 18,00). Si cena insieme (ore 20.00 circa), sarà anche un momento di presentazione del corso e di conoscenza dei partecipati e degli esperti. Inoltre vi sarà una breve introduzione a un possibile corso sull’arco composito in legno e bamboo.

2) Venerdì 14 giugno: attività di laboratorio durante tutto il giorno

3) Sabato 15 giugno: attività di laboratorio fino alle ore 17,00.  Partenza

Numero di partecipanti

12 persone max. iscriversi al più presto.

Luogo di svolgimento e pernottamento

Cesena in località Molino Cento presso la sede dell’Ecoistituto dove è situata l’Aula di Ecologia all’Aperto e il Laboratorio delle Tecnologie Appropriate e abilità manuali. Per chi viene da lontano, sarà possibile pernottare gratis in “stile scout” presso la sede dell’Ecoistituto (portare saccopelo e materassino). Chi invece vuole un letto comodo può usufruire delle attrezzature alberghiere (B&B / Hotel / Agriturismi) in prossimità dell’Ecoistituto (http://www.cesena.it). I contatti sono personali.

Dove si trova l’Ecoistituto?  cliccare qui a sinistra “Come arrivare”

Iscrizione

La quota di partecipazione per ogni singolo partecipante è di €. 150,00. La quota comprende sia l’uso delle attrezzature, sia i pasti e le colazioni dei due giorni di permanenza, sia l’arco che verrà realizzato durante il laboratorio, più un quaderno di campagna per prendere appunti.

L’iscrizione dovrà avvenire in forma scritta:  inviando un messaggio all’indirizzo mail: ecoistituto@tecnologieappropriate.it in cui sono riportati tutti i dati personali e il PDF dell’avvenuto versamento della quota di partecipazione. La quota è da versare anticipatamente su ccp n° 11784477 intestato a: GRTA­ CIN C.P. 78 Cesena 5 – 47521 Cesena, con causale “16° cantiere autocostruzione arco in legno“. Per altre informazioni chiamare Daniele 3355342213

Attrezzature e materiali disponibili presso il laboratorio

Per lavorare l’arco: accetta e appoggio di legno, coltellino, pialla, raschietto da restauratore, raspa per maniscalco, carta vetro. Materiale per decorazioni: colori acrilici o terre e ceralacca, cera d’api.
Per le frecce: ossa o lamiere, piume, nocciolo. Per la corda: filo di lino non peciato, cera d’api solida, bostik.

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….. PER POTER CONTINUARE……. AD ESSERE FELICI!

Da diversi mesi l’Ecoistituto è silente, non svolge nessuna attività o quasi; per l’Associazione è sicuramente un momento di cambiamento. Nessuno è eterno! Non c’è nulla di infinito.

Scriviamo questo messaggio per informare tutti voi, che frequentate questo sito, che è nostra intenzione continuare il lavoro di ricerca, continuare a far funzionare e ad utilizzare la biblioteca che rimane uno degli strumenti più importanti che l’Ecoistituto abbia realizzato in tutti i suoi oltre trenta anni di vita; come organizzare e riprendere  la catalogazione dei libri della biblioteca.

In questo periodo stiamo ripensando alla gestione delle attività e all’amministrazione economica, a una nuova identità giuridica dell’Associazione; stiamo rivedendo l’aspetto organizzativo e quello della ricerca, ma anche come strutturare gli incontri pubblici che per molti anni abbiamo organizzato.

Se qualcuno ha tentato di telefonare, si sarà accorto che non è più attiva la linea fissa. Per motivi di (in)sostenibilità economica abbiamo disdetto l’abbonamento, perciò è inutile chiamare il numero di telefono 0547-323407oppure trasmettere fax.
Per comunicare direttamente con l’Associazione potete usare questi numeri di cellulare (chiamando possibilmente il pomeriggio): Daniele 335-5342213; Leonardo 3482501795. Potete scrivere, usando la mail che si trova in questo sito,  eventuali fax li potete trasmettere in formato PDF e inviare come allegato della mail, oppure potete continuare a utilizzare l’indirizzo postale normale, funziona ancora!

Alcuni di noi hanno già ripreso a partecipare e/o organizzare momenti di formazione con il ruolo di relatori per portare un po’ di soldi direttamente nelle casse dell’Associazione.
Poi ci sono i contributi offerti per i materiali bibliografici (libri, manifesti, progetti) che sono stati prodotti dall’Ecoistituto. E’ una pratica che va sicuramente incoraggiata e perseguita.  E’ nostra intenzione, nei prossimi mesi, riprendere gli incontri, senza conoscere, per ora, quale sarà la cadenza che possiamo sostenere.

Continueremo il nostro lavoro di ricerca e di sperimentazione per trovare forme di vita solidale ed economicamente compatibili con i beni che la Terra ci mette a disposizione. Vorremmo chiarire questo concetto con le parole di José Mujica (Pepe) Presidente dell’Uruguay, pronunciate durante  la Conferenza dello Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, anche conosciuta come Rio 2012, è un incontro internazionale organizzato dal Dipartimento di Economia e Attività sociali delle Nazioni Unite che si tenne dal 20 al 22 giugno del 2012 a Río de Janeiro in Brasile .

Durante la conferenza il presidente Mujica, non ha proposto piani o fatte promesse irrealizzabili, ma ha lanciato alcune domande fondamentali sullo stato attuale dell’umanità. Domande che ci riguardano:

“Che cosa cerchiamo? Siamo davvero felici? Siamo noi a governare le nostre invenzioni, o sono loro a governarci? E ‘possibile parlare di solidarietà quando pratichiamo un’ economia basato sulla concorrenza spietata? “
Sono state pronunciate parole semplici ma efficaci che possono essere accolte come risposta alla crisi che la nostra società sta vivendo.  Potrebbe essere anche un modo nuovo di gestire l’Associazione.

Chi vuole ascoltare il discorso del Presidente può andare su questo sito:

http://cultura.blogosfere.it/2013/01/jose-mujica-il-discorso-al-g20-del-presidente-delluruguay.html

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Trascrizione del DISCORSO

di  José Mujica

La Conferenza dello Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, anche conosciuta come Rio 2012, è un incontro internazionale organizzato dal Dipartimento di Economia e Attività sociali delle Nazioni unite che si tenne dal 20 al 22 giugno del 2012

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Autorità presenti di ogni latitudine e organismo, molte grazie; ed un sentito ringraziamento al popolo Brasiliano  e alla sua Presidente.

E molte grazie alla buona fede che senza dubbio hanno manifestato tutti gli oratori che mi hanno preceduto.

Esprimiamo la sincera volontà come Governatori di appoggiare ogni accordo che questa nostra povera umanità possa sottoscrivere.

Tuttavia, ci sia concesso di porci qualche domanda a voce alta.

Si è parlato, per tutto il pomeriggio, di “sviluppo sostenibile” di togliere masse immense dalla povertà. A cosa ci riferiamo?

I modelli di sviluppo e di consumo è quello attuale delle società ricche?

Un’altra domanda, cosa succederebbe a questa pianeta se gli indiani avessero la stessa proporzione di automobili che hanno i tedeschi?

Quanto ossigeno ci vorrebbe per respirare?

In altre parole il Mondo ha oggi gli elementi materiali per fare in modo che 7 mila, 8 mila milioni di persone possano avere lo stesso livello di consumo e di spreco che caratterizza le più opulente società occidentali?   Sara possibile?

Oppure dovremo forse mettere la discussione su di un altro piano?

Perché abbiamo creato una società, quella in cui viviamo, figlia del mercato, figlia della concorrenza, che ci ha portato un progresso materiale portentoso ed esplosivo.

Ma ciò che è nato come economia di mercato è diventata società di mercato e ci ha portato questa globalizzazione, che significa doversi occupare di tutto il pianeta.

E stiamo governando la globalizzazione o è la globalizzazione a governare noi?

E’ possibile parlare di solidarietà e dire che siamo tutti uniti in un’economia basata sulla competitività spietata? Fino a dove arriva la nostra fraternità? Non dico nulla di tutto questo per negare l’importanza di questo evento. Al contrario, la sfida che abbiamo davanti è di una dimensione epocale e la grande crisi non è ecologica, è politica.

L’uomo non governa oggi le forze che ha creato, sono bensì le forze ch’egli ha sguinzagliato a governare l’uomo e la nostra vita.

Perché non veniamo al mondo per svilupparci in termini generici veniamo al mondo con il proposito di essere felici.

Perché la vita è corta e ci sfugge tra le mani.

E nessun bene vale quanto la vita, questo è elementare.

Ma se la vita mi deve sfuggire lavorando e lavorando per conservare un di più la società di consumo è il motore di tutto ciò.

In definitiva, se si paralizza, o si rallenta il consumo, si rallenta l’economia è il fantasma della stagnazione.

Ma è proprio l’iperconsumo che sta aggredendo il pianeta, e quell’iperconsumo genera cose che durano poco perché bisogna vendere molto. Una lampadina non può durare più di 1000 ore ma ci sono lampadine che possono durare 100.000 / 200.000 ore ma quelle lampadine non possono essere fabbricate perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare. E dobbiamo avere una civiltà usa e getta. E’ un circolo vizioso.

Questi sono problemi di carattere politico che ci portano a capire la necessità di lottare per un’altra “cultura”.

Non si tratta di volere ritornare all’uomo delle caverne, né di fare un monumento all’arretratezza. E’ che non possiamo continuare indefinitivamente ad essere governati dal mercato ma dobbiamo governare noi il mercato.

Per questo dico che il problema è di tipo politico, è il mio umile modo di vedere.

I vecchi pensatori dicevano (Epicuro, Seneca, gli Aymara: “povero non è colui che ha poco ma colui che ha indefinitivamente bisogno di molto  e desidera, desidera, desidera di più e di più ancora.

Questa è una questione chiave di carattere culturale, quindi saluto positivamente gli sforzi che si fanno e gli accordi che vengono presi e li onorerò, come governatore.

So che alcune delle cose che sto dicendo stridono ma dobbiamo renderci conto che la crisi dell’acqua, che la crisi dell’aggressione dell’ambiente non sono una causa, la causa è il modello di civiltà che abbiamo costruito e ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere.

Perché? facciamo parte di un piccolo paese ricco di risorse naturali per la vita;  nel mio paese ci sono 13 milioni di mucche, le migliori del mondo, abbiamo 10 milioni di pecore stupende, il mio paese esporta cibo, latticini, carne.

E’ un territorio pianeggiante, quasi il 90% di esso è utilizzabile, i miei compagni lavoratori hanno lottato per 8 ore di lavoro e adesso stanno ottenendo 6 ore ma chi lavora solo 6 ore si trova un altro lavoro e quindi lavora più di prima e perché? Perché deve pagare una serie di rate.…. la bella moto, la bella macchina… e paga e paga alla fine è un vecchio coi reumatismi come me e la sua vita gli è sfuggita.

E sorge questa domanda: “è questo il destino della vita umana?”

Queste cose sono molto elementari. Lo sviluppo  non può andare contro la felicità, deve essere a favore della felicità umana, dell’amore sulla terra, delle relazioni umane, della cura dei figli, dell’avere amici, dell’avere l’indispensabile.

Proprio perché questo è il tesoro più importante che abbiamo. Quando lottiamo per l’ambiente il primo elemento si chiama: “felicità umana.”

Grazie


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PER CONTINUARE A FRUIRE DEI SERVIZI DELLA BIBLIOTECA

Per quanto riguarda l’accesso e la consultazione della biblioteca, anch’essa rimarrà chiusa per un po’ di tempo, ma il prestito prosegue, è necessario che i libri siano richiesti per mezzo della posta elettronica.
Di seguito ci accorderemo per la consegna del materiale richiesto.

<<<<25 aprile 2013>>>>

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UNA GIORNATA PER CONOSCERE SCAMBIARE VECCHIE VARIETA’ DI SEMI

Domenica 27 gennaio 2013

dalle ore 9,30 alle ore 18

al Castello di Sorrivoli

(Roncofreddo – FC)

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L’Ecoistituto di Cesena organizza

Una giornata di liberoscambio semi

Evento gratuito e autogestito aperto a tutti! a tutti coloro che si fanno l’orto, a chiunque creda nell’importanza di una libertà alimentare, e alla ricchezza della biodiversità.

PROGRAMMA:

La mattina sarà dedicato alla tavola rotonda

Interventi di :

Rete Semi Rurali: “E’ vietato scambiarsi semi?  La legislazione sementiera”

Teodoro Margarita:  “Racconto di un‘esperienza: 10 anni da seeds saver”

Andrea Fazi:  “Storia e geografia del cibo”

Stefano Tellarini:  “Le varieta’ erbacee romagnole”

Il pomeriggio sarà dedicato allo scambio libero di semi

PER UNA MIGLIORE ORGANIZZAZIONE

ti chiediamo di  iscriverti (è gratuita) chiamando o scrivendo a Elena  338/1409662 – elena.campacci@gmail.com   (specificare se si espone semi o altro)

www.tecnologieappropriate.it

www.passileggerisullaterra.it

DUE OPZIONI PER IL PRANZO:

1. pranzo al sacco

2. pranzo al ristorante del Castello di Sorrivoli

(prenotare al n. 0547/326035 entro il 21 gennaio)

Non dimenticare di portare delle buste per sementi, quaderno e penna, materiale informativo utile da condividere (anche in formato digitale), eventuale chiavetta USB e portatile, tanta disponiblità e soprattutto la vostra esperienza!

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15° CANTIERE PER LA COSTRUZIONE DI UN ARCO STORICO

Laboratorio delle
Tecnologie Appropriate
Cesena 01 – 03 novembre 2012

Imparare a costruirsi un arco storico in legno massello è giunta al 15 cantiere. La gestione e l’organizzazione sono ormai consolidate. Abbiamo sempre presente, con la loro grande esperienza e umanità, Sergio, Gigi (Istruttore regionale FIARC con specializzazione in Long Bow) e l’infaticabile Claudio specialista in archi compositi.

Quest’anno il corso avrà inizio nella sera di giovedì 01 novembre e terminerà nel pomeriggio di sabato 03.
Le attività manuali saranno alternate a brevi momenti teorici in cui si parleranno dei diversi modelli di arco e dei loro usi a secondo delle popolazioni. Questo strumento ha accompagnato l’uomo per millenni, ed è stato modellato e costruito con tecniche differenti secondo i materiali DSC_0091a disposizione, delle tecniche di caccia o di lotta che gli uomini adottavano. L’arco di un britannico era ben diverso da quello di un mongolo o di un egiziano. Il cantiere è aperto a esperti e a meno esperti, costruire un arco significa apprendere le regole base della lavorazione del legno che hanno uno stretto legame con la conoscenza delle leggi della fisica che ne regolano la forma, la scelta dei materiali, il movimento e la potenza.
Per chi non ha mai svolto quest’attività manuale, il lavoro inizierà con il taglio longitudinale di un tronco, quindi si passerà all’uso dell’accetta per sbozzare il legno e dare la sagoma dell’arco. La pialla (sagomata appositamente per lavorare le forme curve) servirà per affinare il lavoro e infine useremo il coltello a serramanico e la raspa.  Osservando l’arco, messo in tensione, potremo definire i punti in cui intervenire per ottenerne la forma ideale. Un po’ di tempo sarà dedicato alla corda che sarà realizzata con fili di lino.
Infine passeremo alla costruzione delle frecce, il lavoro si compone di diverse fasi: rendere diritto un ramo di fusaggine con il calore, uniformare la sezione, modellare le punte. Queste ultime potranno essere fatte con acciaio dolce, oppure d’osso o anche in stoppa irrigidita, infine si procede all’impennatura delle frecce.
Passo dopo passo sarà illustrata la procedura per fissare i due materiali che compongono l’asta e la punta. In particolare per le frecce con la punta di osso saranno date anche dell’indicazione su come produrre la colla artigianale. Durante la fase della decorazione (se rimarrà del tempo), saranno illustrate le tecniche di base necessarie per l’utilizzo delle terre, come sovrapporre i colori e come renderli più lucenti con l’utilizzo della ceralacca.

Presso l’Ecoistituto è disponibile un piccolo campo di tiro, per acquisire i anche i rudimenti del tiro con l’arco.
Per color che hanno già partecipato al precedente cantiere e vogliono ritornare, è previsto un lavoro di affinatura dell’arco e in particolare:
1) come mettere in tensione la corda;
2) come realizzare punte di frecce con materiale diverso;3) se c’è interesse da parte dei partecipanti, parleremo della possibilità di organizzare un corso specifico per la realizzare un arco composito.  Dovete comunicarcelo per tempo.

Chi ha attrezzatura personale e/o legname proprio e desiderano utilizzarlo per la costruzione del proprio arco può farlo.

Ognuno di voi è pregato di portare una specialità alimentare della propria terra da condividere con gli altri partecipanti durante la cena del giovedì sera, si cena con ciò che portate.

Il corso è condotto da:
Sergio Savio, Gigi (Luigi) Ruffoni, Claudio Zuntini

Data di svolgimento del corso

1) Giovedì 1 novembre: arrivo nella serata (ore 18,00). Si cena insieme (ore 20.00 circa), sarà anche un momento di presentazione del corso e di conoscenza dei partecipati e degli esperti. Inoltre vi sarà una breve introduzione a un possibile corso sull’arco composito in legno e bamboo.

2) Venerdì 2 novembre: attività di laboratorio durante tutto il giorno

3) Sabato 3 novembre: attività di laboratorio fino alle ore 17,00.  Partenza

Numero di partecipanti

12 persone max. iscriversi al più presto. Si da preferenza ai soci dell’Ecoistituto poi in ordine d’iscrizione.

Luogo di svolgimento e pernottamento

Cesena in località Molino Cento presso la sede dell’Ecoistituto dove è situata l’Aula di Ecologia all’Aperto e il Laboratorio delle Tecnologie Appropriate e abilità manuali. Per chi viene da lontano, sarà possibile pernottare gratis in “stile scout” presso la sede dell’Ecoistituto (portare saccopelo e materassino). Chi invece vuole un letto comodo può usufruire delle attrezzature alberghiere (B&B / Hotel / Agriturismi) in prossimità dell’Ecoistituto (http://www.cesena.it). I contatti sono personali.

Dove si trova l’Ecoistituto?  cliccare qui a sinistra “Come arrivare”

Iscrizione

La quota di partecipazione per ogni singolo partecipante è di €. 150,00. La quota comprende sia l’uso delle attrezzature, sia i pasti e le colazioni dei due giorni di permanenza, sia l’arco che verrà realizzato durante il laboratorio, più un quaderno di campagna per prendere appunti.

L’iscrizione dovrà avvenire in forma scritta: inviando un fax al n° 0547323407 oppure inviando un messaggio  e mail: ecoistituto@tecnologieappropriate.it in cui sono riportati tutti i dati personali e la fotocopia dell’avvenuto versamento della quota di partecipazione. La quota è da versare anticipatamente su ccp n° 11784477 intestato a: GRTA­ CIN C.P. 78 Cesena 5 – 47521 Cesena, con causale “15° corso autocostruzione arco in legno“. Per altre informazioni chiamare Daniele 3355342213

Attrezzature e materiali disponibili presso il laboratorio

Per lavorare l’arco: accetta e appoggio di legno, coltellino, pialla, raschietto da restauratore, raspa per maniscalco, carta vetro. Materiale per decorazioni: colori acrilici o terre e ceralacca, cera d’api.
Per le frecce: ossa o lamiere, piume, nocciolo. Per la corda: filo di lino non peciato, cera d’api solida, bostik.

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ORA PUOI VOLARE GIANFRANCO……… il giorno dopo

Mi mas sentido pesame para todos los que estabais cerca de Gianfranco….. era una persona que por mucho tiempo que pueda pasar siempre la recuerdas … tenia tanta vitalidad.
Aunque savia que estava enfermo tenia la convicción de que en la feria de Vilanova podria visitarlo….   no va poder ser asi, si puedes hacer llegar mi pesame a Daniele i a toda su familia.

gracias por la información, un abrazo

joan

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PADRE NOSTRO

accogli Gianfranco

con lo stesso sorriso

che, maestro, ha donato

a migliaia di piccoli

con lo stesso entusiasmo

da lui rovesciato

nelle tante occasioni

di lotta, di studio e lavoro


MADRE TERRA,

Gianfranco ritorna a te

con la solita stessa ironia

del non prendersi troppo sul serio

con l’enorme pazienza

coscienza, sapienza

della rete tessuta per anni

dovunque

19 agosto 2012

michele

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Già, adesso?

E i burattini?

E le siepi?

E gli archi fatti in falegnameria?

E l’acqua da custodire?

E i libri?

E gli appuntamenti dove insegnare e imparare a rispettare la vita?

E i bambini che possono sporcarsi, giocando?

E la verità sempre agìta, nel tempo che ti è capitato?

Ti si deve volere ancor più bene, adesso. Ancora di più.

Ciao Gianfranco,

grazie.

Gianluca Borghi

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GIANFRANCO VOLA

splende il sole d’agosto

piange mar di Romagna

Gianfranco ha disegnato

le sue ultime vele

a Milano marittima

poi se n’è andato

è salito in mezzo ai gabbiani

sulla sua bici volante

da Cesena fino al Brasile

coltivando orti di pace

19 agosto 2012

ciao Gianfranco,  amico, fratello carissimo

michele

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ADEUS AO MEU AMIGO GIANFRANCO,,,,, CI MANCHERAI….

SEM FRONTEIRAS DEL BRASILE

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ORA PUOI VOLARE GIANFRANCO

Puoi prendere la rincorsa e volare,

le tue ali sono forti ed il cuore pieno di curiosità.

Sarai per sempre pellegrino ed esploratore, sazierai la tua

voglia di conoscere, di creare.

Potrai sederti e con lentezza ammirare un’alba nuova….. “

Buon viaggio Gianfranco.

I tuoi.

______…….______

Martedì 21 agosto alle ore 16

nella chiesa di San Paolo di Cesena

(quartiere di San Mauro in Valle)

sarà celebrata la messa funebre in memoria di Gianfranco

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IL REFERENDUM “ACQUA BENE COMUNE” C’E’ STATO, E’ STATO ACCOLTO. “E ADESSO?”

I MARTEDI’ DELL’ECOISTITUTO – ANNO 2011/2012

” UN ANNO PER STARE CON I PIEDI PER TERRA “

29 maggio 2012 – ORE 21.00

Relatore: Bersani Marco

(Rappresentante del comitato per il Referendum)

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L’esperienza dei movimenti per l’acqua rappresenta il movimento più avanzato oggi presente nel nostro Paese. Perché è riuscito a coniugare il grande radicamento territoriale con la capacità di incidere sull’agenda politica del Paese; perché ha costruito la più ampia coalizione sociale dal basso degli ultimi decenni; perché è stata capace di mettere insieme protesta e proposta; perché ha costruito un movimento socialmente autonomo e inGole Alcantara 0012 grado di autorappresentarsi senza ricorrere alla delega tipica della democrazia rappresentativa. Nel contempo, il movimento per l’acqua è un grande laboratorio di democrazia partecipativa, che fa del metodo del consenso e dell’inclusione i propri cardini di azione: ed è forse anche per questo che esiste ed è in continua espansione da quasi un decennio. E che oggi, attraverso la vittoria referendaria, può determinare la prima vera sconfitta delle politiche liberiste dopo oltre due decenni.
E’ possibile che senza che noi ce ne accorgiano, il Governo stia cambiando ancora una volta le carte in tavola in barba al referendum?

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Corso base di AROMATERAPIA l’utilizzo sapiente degli oli essenziali, massaggi di amore e guarigione

09 giugno 2012

9.00 -18.30

Sede degli incontri: via Germazzo, 189  MOLINO CENTO – Cesena

Docente: Renato Tittarelli

L’aromaterapia olistica è un moderno sistema di cura basato su antiche conoscenze che hanno tramandato l’uso dell’intelligenza degli oli essenziali puri estratti da piante aromatiche, considerati strumenti di cura personale ed inseriti in un percorso di crescita personale.

Programma del corso:

  • Gli oli essenziali e il mondo dei profumi.
  • Estrazione e controlli qualità.
  • Il rapporto esistente tra il profumo e gli stati d’animo.
  • Il sistema olfattivo.
  • Storia, filosofia e scienza delle essenze vegetali.
  • Diretta esperienza olfattiva con le essenze.
  • Tossicologia e controindicazioni.
  • Utilizzi pratici: massaggi, bagni, inalazioni, profumi, cucina, lampade per aromi.
  • Concetto di sinergia e pratiche di purificazione stagionali.

lavandaRenato Tittarelli: Operatore olistico, esperto in pratiche di terapia naturale. Studioso di antiche tradizioni terapeutiche e di alchimia vegetale. Si è specializzato in aromaterapia olistica e sottile, fitoterapia spagirica, naturopatia, terapia ayurvedica, massaggio aromaterapico, numerologia, yogaterapia, guarigione spirituale. Fondatore e direttore dal 2000 della SOAM, Scuola Olistica di Aromaterapia e Massaggio di Chiaravalle (AN). Docente di aromatologia, massaggio aromaterapico, numerologia, yoga ed alchimia in centri olistici, associazioni di salute naturale, scuole di naturopatia in Italia e all’estero. Autore del libro “Aromaterapia Olistica” il viaggio degli Aromi, Asti, Ed. Quantic Publishing, 2011.
SOAM  Scuola Olistica di Aromaterapia e Massaggio

Iscrizioni a numero chiuso: entro il 4 giugno 2012.
Costo: euro 70,00
(esclusa IVA). Sono inclusi i materiali didattici, un attestato di frequenza e l’utilizzo di oli essenziali puri e naturali, garantiti al 100% dell’azienda Flora di Lorenzana (Pi) www.florapisa.it

Per il pranzo ognuno può portare qualcosa di locale da condividere.

Info e iscrizioni: Silvia, cell. 347 8792901, sil.magnani@gmail.com

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LA GESTIONE DELLE ACQUE, DELLE ENERGIE RINNOVABILI, DEI RIFIUTI…… E PERCHE’ NO! ANCHE LA GESTIONE DELLA CULTURA IN UN PICCOLO COMUNE

I MARTEDI’ DELL’ECOISTITUTO – ANNO 2011/2012

” UN ANNO PER STARE CON I PIEDI PER TERRA “

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23 aprile 2012 – ORE 20.30
importante questo incontro avviene di lunedi’

Relatore: Annalisa Marchi (Sindaco del comune di Vaiano)

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Scriveva Schumacher Ernst Friedrich nel 1973 a proposito di crescita:

“Per esempio, avendo stabilito con i metodi puramente quantitativi che il Prodotto Nazionale Lordo di una nazione èDSC_1442 cresciuto diciamo, del cinque per cento, l’economista divenuto econometrico non vuole, e in genere non sa, affrontare il problema se ciò sia da intendersi come un fatto positivo o negativo. Se solo prendesse in considerazione un simile problema perderebbe tutte le certezze: la crescita del PLN deve essere una cosa positiva a prescindere da cosa è cresciuto e da chi, se qualcuno c’è, ne ha tratto beneficio. L’idea che possa esistere una crescita patologica, una crescita insalubre, una crescita dirompente o distruttiva, gli sembra una idea perversa cui non si deve permettere di affiorare. Una piccola minoranza di economisti comincia oggi a domandarsi quanta altra crescita sarà possibile, poiché la crescita infinita in un ambiente finito è ovviamente impossibile; ma anche per costoro non riescono a sfuggire a un concetto puramente quantitativo di crescita. Invece di insistere sul primato della distinzioni qualitative, essi sostituiscono semplicemente alla crescita la non-crescita, vale a dire, un vuoto con un altro”.

Tratto da: Schumacher E. F., 1979 – Il piccolo è bello una tecnologia dal volto umano. Moizzi editore

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